Giuseppe De Mita

Attiva i controlli sul video

Venerdì 30 Agosto e Sabato 31 Agosto ad Avellino

Comprendere i segni del tempo

Due giorni di riflessione ed approfondimento promossi da Giuseppe De Mita

30/08/2013

Comprendere i segni del tempo”, è questo il titolo della due giorni di incontri ed approfondimento promossa dall’onorevole Giuseppe De Mita, che si terrà ad Avellino, a partire da venerdì, 30 agosto, e fino a sabato, 31 agosto. L’iniziativa si svolgerà presso l’Hotel de la Ville di Avellino.
Per venerdì, con inizio alle ore 15.30, dibattito dal titolo “Per l’Italia, per l’Europa. Quali idee, quale popolarismo”. All’incontro hanno già dato adesione numerosi parlamentari che si confronteranno sulla prospettiva futura dell’area moderata in Italia in un momento di evoluzione come quello che si registra oggi sulla scena politica nazionale.
Hanno finora confermato la loro presenza, tra gli altri, il Ministro della Difesa, Mario Mauro, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Gianpiero D’Alia, il Sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Giro, il capogruppo alla Camera di “Scelta Civica per l’Italia”, Lorenzo Dellai, l’onorevole Gregorio Gitti, l’onorevole Gaetano Piepoli, l’onorevole Gea Schirò Planeta. Parteciperà il presidente Pierferdinando Casini.
Sabato, con inizio alle ore 10.00, convegno sul tema “Lo spirito delle comunità, un’ipotesi di riforma delle autonomie”, riflessione corale sul ruolo degli enti locali in un’ottica di ridefinizione di profili e funzioni.
“L’iniziativa di Avellino – commenta l’onorevole Giuseppe De Mita che ha promosso la due giorni – vuole rappresentare una tappa di un percorso già avviato e che ha come obiettivo la riflessione, quanto più articolata possibile, su quel che sta accadendo sulla scena politica nazionale in un contesto di rottura del rapporto di rappresentanza tra istituzioni e società e nel momento che inequivocabilmente segna la fine del precario equilibrio politico degli ultimi venti anni”.
“Lo spunto di partenza – così conclude l’onorevole De Mita - è senza dubbio legato all’esigenza di ridare linfa ad una radice culturale, senza la quale diventa difficile, se non impossibile, darsi e dare un orientamento per il futuro. Si tratta di una riflessione a mio avviso utile e che sarebbe opportuno promuovere in altri dibattiti ed in altre occasioni di confronto in Italia”.

Il programma

Avellino, 30/31 Agosto - Hotel de la Ville

Presenze nazionali per un nuovo orizzonte

30/08/2013

In occasione dell’incontro di venerdì, 30 agosto, con inizio alle ore 15.30, presso l’hotel de la Ville di Avellino, hanno confermato la loro presenza su invito dell’onorevole Giuseppe De Mita:

Mario Mauro, Ministro della Difesa
Gianpiero D’Alia, Ministro della Pubblica Amministrazione
Pierferdinando Casini, Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato
Mario Giro, Sottosegretario agli Affati Esteri
Lorenzo Dellai, Presidente dei Deputati del gruppo Scelta Civica per l’Italia
Gregorio Gitti, Deputato
Gaetano Piepoli, Deputato
Gea Schirò Planeta, Deputato

L’incontro ha per tema "Per l’Italia, per l’Europa. Quali idee, quale popolarismo". Ad introdurre e coordinare i lavori l’onorevole Giuseppe De Mita.

Per sabato, 31 agosto, con inizio alle ore 10.00, presso la Sala Maestrale dell’Hotel de la Ville di Avellino, incontro sul tema: "Lo spirito delle comunità, una proposta di riforma delle autonomie". Parteciperanno amministratori locali e regionali. Sarà presente il presidente Ciriaco De Mita.

La proposta di legge

Per i lavoratori dell’amianto

Sottoscritta dai deputati Paris, Giordano e Famiglietti

30/08/2013

Riconoscimento del trattamento pensionistico per i lavoratori delle imprese dell’amianto: è questo, in sintesi, l’obiettivo della proposta di legge presentata dall’onorevole Giuseppe De Mita, deputato del gruppo “Scelta Civica per l’Italia” eletto nelle liste dell’Udc, e che vede come firmatari gli onorevoli Valentina Paris (PD), Giancarlo Giordano (SEL) e Luigi Famiglietti (PD).
Per la provincia di Avellino la proposta di legge intende fornire una soluzione concreta e praticabile per un pezzo significativo della vicenda dei lavoratori dell’ex Isochimica di Pianodardine.
La proposta di legge – atto n. 1426 - apporta modifiche all’articolo 13 della legge n. 257/1992, al fine di estendere, in deroga a quanto disposto dal decreto legge n.201/2011, il pensionamento anticipato agli ex lavoratori che sono venuti a contatto nel corso della loro attività lavorativa con materiali estremamente pericolosi per la salute, quali le fibre di amianto, perché dipendenti di imprese che utilizzavano o estraevano amianto soggette a chiusura, dismissione o fallimento, e che siano privi dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente. La proposta di legge prevede la necessaria copertura finanziaria per il riconoscimento del trattamento pensionistico.
Va sottolineato come non sia raro che gli ex lavoratori del settore siano colpiti da una malattia gravissima, quale il mesotelioma pleurico, neoplasia ad alta percentuale di mortalità e che presenta spesso un tempo di latenza estremamente lungo.
“La proposta di legge – dichiara l’onorevole Giuseppe De Mita – rappresenta una risposta importante per tutti quei lavoratori che sono entrati in contatto nel corso della loro attività professionale con materiali estremamente pericolosi come l’amianto e per i quali attualmente non è possibile riconoscere il trattamento pensionistico anticipato, nonostante la specificità della loro vicenda lavorativa. Abbiamo così inteso dare un segnale di attenzione e sensibilità rispetto ad una questione che impatta sulla salute delle persone e, in particolare, per un aspetto importante quale quello pensionistico”.
“La proposta unitaria dei parlamentari irpini – afferma l’onorevole Valentina Paris – rappresenta un atto concreto che riconosce il diritto alla pensione anticipata a chi ha lavorati per anni a stretto contatto con fibre d’amianto. Grazie all’impegno di tutti siamo riusciti ad individuare una copertura economica sufficiente al fine di garantire un trattamento pensionistico ai lavoratori che oggi non ne hanno diritto, malgrado siano spesso costretti a convivere con gravi malattie amianto-correlate, quali asbestosi, mesoteliomi e carcinomi”.
“La proposta di legge – commenta l’onorevole Giancarlo Giordano – vuol fornire una risposta in termini di concretezza rispetto ad una vicenda che ha un suo rilievo generale, ma che, per la provincia di Avellino, fa specifico riferimento all’Isochimica. L’approccio unitario avuto dai deputati irpini rappresenta un valore aggiunto. Il merito del provvedimento è quello di individuare la necessaria copertura finanziaria che rende possibile il riconoscimento del trattamento pensionistico con una modalità che finora non era stai mai applicata”.
Fa riferimento al metodo utilizzato anche l’onorevole Luigi Famiglietti. “Come parlamentari irpini – dichiara l’onorevole Famiglietti – abbiamo inteso unire i nostri contributi al di là delle singole appartenenze nel pieno rispetto dell’impegno preso con gli ex lavoratori dell’Isochimica. La proposta di legge è il primo strumento individuato e rispetto al quale andremo avanti perché venga approvato. E’ chiaro come d’ora in poi, rispetto a questa vicenda e ad altre che riguardano il nostro territorio, sarebbe auspicabile procedere con la medesima compattezza”.

L’intervista

Popolarismo e gestione negli enti

Rilasciata al quotidiano Ottopagine

30/08/2013

Per l’Udc è iniziato un percorso nuovo. L’assemblea di Roma, poi quelle regionali ed il dibattito di Roma. Il dibattito si incentra sul popolarismo europeo. Ma qual è l’approdo? E come questo percorso può aiutare l’evoluzione del sistema?

«Quello che per ora si registra è, insieme, l’avvertire il limite dell’esistente, il crescere del desiderio di fare qualcosa ed il permanere dell’incertezza dei primi passi. Con grande sollievo, però, vedo il progredire di questo passaggio che si sta nutrendo di una convergenza di opinioni inattesa. Quello che è accaduto subito dopo il dibattito di Roma è in qualche modo il segnale più evidente di come il nuovo percorso intrapreso, pur non avendo un approdo ancora certo, sia il viatico più giusto se è stato già in grado di creare movimenti che restano ancora di natura carsica ma che iniziano ad assumere una certa evidenza. Dobbiamo metterci nella condizione di aiutare l’evoluzione del sistema. Finora siamo rimasti sul piano esigenziale e non siamo riusciti a trasferire un’intuizione sul piano dell’organizzazione di una proposta politica. E’ questa la sfida che abbiamo di fronte in questo momento. Con una nuova consapevolezza credo che oggi ci siano le condizioni per riuscire nell’obiettivo, ambizioso ma esaltante, di definire un nuovo equilibrio politico”.

Come cambia il percorso alla lue della sentenza di condanna a carico di Berlusconi?

“L’iniziativa assunta guardava alla ripresa della cultura del popolarismo, provando a rimuovere l’equivoco degli ultimi anni per cui il popolarismo europeo in Italia sarebbe stato rappresentato da Berlusconi, un equivoco alimentato dall’adesione del PdL al Ppe che ancora oggi resta un contenitore indistinto. La questione vera è riprendere e dare l’evidenza di una testimonianza politica attiva della cultura popolare. Alla luce della sentenza, è chiaro come questo percorso abbia non solo attualità, ma sia anticipatorio di quello che accadrà, se si considera che Berlusconi alle Europee dell’anno prossimo non ci sarà. Ma se il berlusconismo è al tramonto e si crea così un vuoto da colmare, quasi come un contrappeso inizia a delinearsi nitidamente il declino del Partito Democratico che era nato e aveva trovato la sua ragione di polarizzazione solo come contrapposizione a Berlusconi. Oggi le ragioni ontologiche del Pd vengono meno e resta sulla scena un partito gravido di conflitti interni. Tutto questo segna una fase nuova e noi, anticipando e fiutando l’aria, ci poniamo in questa traiettoria».

In un momento di trasformazione c’è qualcosa che resiste ancora a livello locale: lo scontro e la contrapposizione per conquistare la guida di questo o quell’ente. La vicenda Acs è stata emblematica da questo punto di vista. E’ stato giusto lasciare l’assemblea dopo il mancato rinvio? Si può dire che non tutti gli amministratori, a differenza di quanto accaduto nel Pd, abbiano seguito le indicazioni dei partiti?

«La posizione assunta dai sindaci nel corso dell’assemblea dell’Alto Calore Servizi risponde ad una scelta di coerenza dentro una legittima cornice di autonomia. Sento però di dover esprimere una valutazione apprezzabile rispetto allo sforzo fatto in questi anni da D’Ercole e Abate. Non si può pensare che uno come D’Ercole, che ha fatto di una certa lettura dell’etica pubblica una sua bandiera, ad un certo punto diventi un prezzolato dei partiti o che l’attivismo di uno come Abate venga frainteso per altro. Come ogni esperienza che si snodi dentro una dinamica di difficoltà, ci sono ovviamente luci ed ombre. Quale il vero limite della loro gestione? Il non essere stati in grado di chiudere con l’affidamento del servizio, ma la responsabilità di questa mancanza è tutta da addebitare al Pd. Il paradosso e insieme il punto meschino di questa vicenda è che un partito che finora ha impedito l’affidamento del servizio, oggi voglia gestirlo”.

La vicenda dell’Alto Calore Servizi apre una nuova fase nell’equilibrio politico provinciale. E’ semplicemente il tramonto di un’egemonia e l’emersione di una nuova geografia dei rapporti politici?

“Questo passaggio coincide con un cambiamento. Mentre prima la priorità era l’organizzazione di una rete di sopravvivenza che andasse anche al di là delle logiche di coerenza, per una questione più apparente che sostanziale, oggi si impone l’esigenza di un cambiamento e la sconfitta ci aiuta a riflettere su questa necessità. In questo contesto, quindi, siamo avvantaggiati. E stiamo già inaugurando un percorso nuovo negli enti di gestione, a partire dall’Asi e da Irpiniambiente. Negli enti, infatti, badare ai numeri significa avere una posizione di retroguardia. La vera novità sta nell’assegnare priorità alla qualità della gestione. Su questo è giusto avere anche un atteggiamento autocritico. Al contrario il Pd, che ancora insegue una logica inutilmente muscolare e ottusamente militarizzata, si perde dentro una posizione di conservazione e si annulla nelle sue stesse contraddizioni, la contraddizione di un vuoto superomismo che stride di fronte a numeri risicati, la contraddizione di scambiare scelte mediocri per il trionfo della managerialità. Impiegheranno questi tre anni a contare i sindaci, ad organizzare le truppe, ad indottrinarle ad una superflua resistenza, avendo tra l’altro restituito la ribalta a personaggi di seconda o terza fila, gli stessi che anni fa impedirono l’affidamento del servizio idrico. Oggi, dentro l’avvio di un processo di cambiamento che è generale, come partito abbiamo la possibilità di aprirci al nuovo. Si tratta di un’opportunità che coglieremo da subito. Il nostro segretario provinciale sta organizzando un’assemblea a settembre che si svolgerà a settembre e che servirà per dare anche in Irpinia l’evidenza di questo nuovo corso, di questa necessità e di questa opportunità di aprirsi al nuovo, fuori da quelle logiche che appartengono solo a coloro che coltivano livore e che non sanno di essere stati ormai superati dall’evolvere naturale delle cose».

Davvero, come dice Del Basso De Caro, all’Acs abbiamo assistito al tramonto del potere demitiano?

«Sono trent’anni che sento parlare di crollo del potere demitiano. Ma il potere demitiano è il pensiero, non certo l’Alto Calore. Per Del Basso De Caro, poi, provo una certa compassione. La sua posizione ha evidenti risvolti legati alla sua cattiva coscienza. Deve come esorcizzare, prendere le distanze da se stesso, rimuovere i continui pellegrinaggi a Nusco degli anni scorsi. Allora non aveva tutti questi rigurgiti di autonomia che oggi così sguaiatamente propina alla pubblica opinione, miserie dell’animo umano che vanno comprese».

La stagione delle larghe intese in Irpinia sembra naufragare. E’ stata una suggestione estiva o un’altra occasione sprecata?

«E’ stata un’ipocrisia. La maschera è caduta e si è squarciato il velo del moralismo imperante nel Pd irpino. Noi le larghe intese le proponiamo dal 2008 e le abbiamo anche praticate. Magari al Pd il nome risulta poco gradito, ma non si dimentichi che nel comitato direttivo dell’Asi siede Peppino Di Iorio che certo non è un dirigente dell’Udc».

Il Governo ci riprova con l’abolizione delle Province. E’ un passo che va nella direzione giusta, magari incentivando il protagonismo degli amministratori e delle autonomie locali, o siamo in presenza della solita manovra figlia della demagogia e dell’eccessivo timore della politica di fronte alla protesta?

«Il provvedimento così com’è non mi convince. Attendo comunque di avere il quadro complessivo di quelle che sono le azioni che il Governo intende attivare. Allo stato, mi limito a dire che il problema è di articolazione delle istituzioni. E se è vero che ci muoviamo in una logica di potenziamento della dimensione europea, limitare il livello nazionale alle sole Regioni e ai soli Comuni mi fa sorgere più di un interrogativo e mi lascia allo stato perplesso».

Intanto, si registra qualche movimento sul fronte della Irisbus. Giovedì l’incontro a Roma per dare nuovo impulso alla vertenza. Che idea se n’è fatto?

“In verità l’incontro dell’altro giorno non l’ho compreso. E rischia di mettere in discussione l’iniziativa assunta dall’onorevole Giordano e con lui da noi parlamentari irpini. Mi pare che la spinta del Patto per lo Sviluppo per favorire una coesione sociale si sia via via perduta dentro logiche di convenienza. Oggi a quel tavolo non c’è nessun politico irpino, ma si registra un singolarissimo asse tra la Cgil e Martusciello che non pare fondato su ragioni ideali. Il paradosso è che prima si impegna la politica ad assumere un’iniziativa che abbia un rilievo nazionale e poi, a sette giorni dal dibattito in Parlamento, c’è chi fa fughe in avanti per dare vita ad iniziative difficilmente comprensibili. E’ chiaro che rispetto al Patto c’è chi l’ha creato e l’ha capito e chi l’ha solo utilizzato per propria convenienza”.

Comprendere i segni del tempo

Il resoconto

Intervento di Giuseppe De Mita

31/08/2013

“L’incontro di Avellino nasce dall’esigenza di recuperare una tradizione in un tempo fluido Il confronto di oggi, è bene sottolinearlo, ha un suo evidente rilievo politico. Oggi abbiamo la necessità di verificare le motivazioni che ci hanno portato all’esperienza comune. La discussione di oggi è costruita perciò senza simboli. L’assenza di simboli ci consente di non perimetrarci nello spazio piccolo e di comprendere lo spazio nuovo verso il quale siamo proiettati”. Lo ha dichiarato l’onorevole Giuseppe De Mita in apertura dell’incontro “Per l’Italia, per l’Europa. Quali idee, quale popolarismo” ad Avellino. All’incontro sono presenti il Ministro della Difesa, Mario Mauro, il Ministro della Pubblica Amministrazione, Gianpiero D’Alia, l’ex premier Mario Monti, il presidente Pierferdinando Casini, il sottosegretario Mario Giro, il presidente dei deputati del gruppo “Scelta Civica per l’Italia”, Lorenzo Dellai.
“La questione – ha continuato De Mita – non è scegliere dove andare. C’è un pezzo di società enorme che oggi non ha più un interlocutore che gli offra una mediazione possibile. La funzione dell’Udc è stata straordinaria e non va liquidata, ma si tratta di un’esperienza che si è conclusa con la nascita del governo Monti, governo di cui l’Udc è stato il sostenitore più fermo. Ma devo dire che anche l’esperienza di Scelta Civica ha un orizzonte limitato, ha raccolto una spinta della società ma dobbiamo domandarci perché nei sondaggi siamo partiti con un risultato del 20% per poi aver ottenuto il 10% dalle urne e per trovarci oggi in una curva discendente. Il punto perciò è cogliere che siamo pezzi di una traiettoria. Quello che accadrà nel prossimo futuro non è solo la crisi del PdL. Anche il Pd è condannato alla crisi perché Il Pd non ha retroterra culturale, ma ha bisogno del berlusconismo come contraltare. Venuto meno il quale, è destinato ad implodere”.
“Ci poniamo di fronte ad una opportunità – ha così concluso l’onorevole De Mita – quella del recupero di una radice culturale. All’orizzonte c’è il passaggio delle Europee. Le istituzioni europee diventeranno sempre più luogo di tutela dei diritti individuali. Per questo i partiti, nella loro dimensione europea, non potranno restare a lungo luoghi indistinti. Dobbiamo perciò collocare la nostra esperienza dentro questa prospettiva. Il compito che abbiamo davanti a noi è quello di organizzare il fatto politico di maggior rilievo di questo Paese”.

15 Novembre 2016

Il No a L’Aquila

«Questa riforma fa promesse bugiarde perché alimenta una speranza di cambiamento epocale che poi nella pratica non c’è. Si individua un Senato androgino del quale non è chiaro...

13 Novembre 2016

Eletto Del Giudice

Passaggio di consegne alla guida dell’Unione di Centro di Avellino. Il testimone della segreteria provinciale passa da Maurizio Petracca, eletto nel 2011 ed oggi presidente...

12 Novembre 2016

Eletto Lanni

L’Assemblea Provinciale dell’Udc di Benevento ha eletto per acclamazione Raffaele Lanni ed Annalisa Tomaciello, rispettivamente segretario e presidente provinciale. L’assemblea...

12 Novembre 2016

Eletto Cobellis

L’Assemblea Provinciale dell’Udc di Salerno ha eletto per acclamazione l’uscente Luigi Cobellis segretario provinciale. Contestualmente sono stati eletti i componenti del...

5 Novembre 2016

De Mita eletto segretario

L’Assemblea Regionale dell’Udc della Campania ha eletto per acclamazione il deputato Giuseppe De Mita segretario regionale. Contestualmente sono stati eletti i componenti del...

4 Novembre 2016

C’e’ l’Assemblea regionale

Si svolgerà domani, sabato 5 novembre, l’Assemblea Regionale dell’Udc della Campania. Appuntamento presso Città della Scienza di Napoli (Sala Newton – via Coroglio 57/104), con...