Giuseppe De Mita

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Europee, al via la lista comune

19/03/2014

Torna lo storico simbolo dello scudocrociato. L’occasione è la prossima tornata elettorale delle Europee. Il simbolo sarà attraversato dalla scritta "Popolari per l’Italia" sullo sfondo del tricolore. Sarà questo infatti il simbolo con cui i Popolari di Mario Mauro e l’Udc di Lorenzo Cesa correranno alle prossime elezioni europee. I centristi hanno il nuovo simbolo presentato oggi in una conferenza stampa alla Camera-

«Inizia un percorso difficile ed affascinante, le cui ragioni stanno nelle incertezze e nelle paure non risolte che sono a base del non voto e della protesta». Lo scrive sulla sua pagina Facebook il deputato dell’Udc e vicepresidente del gruppo "Per L’Italia" alla Camera, Giuseppe De Mita.
«Non c’è ancora una risposta seria - scrive ancora De Mita - che spieghi le riforme non come un’operazione che sottrae certezze, riduce tutele e giudica interi pezzi di società. Ma come una opera di riconciliazione sociale, generazionale e tra comunità. E la risposta non c’è perché le proposte politiche non abitano nella tecnica, nella forza del singolo o nel nuovo come virtù. Ma abitano nelle culture, nell’attenzione all’altro, nel valore della pluralità.
E se in alcuni momenti alcune culture si sono appannate forse è stata più responsabilità degli interpreti che per loro inadeguatezza. Tutto resta ancora fluido. Tutti siamo ancora alla ricerca di qualcosa. Abbiamo, dunque, il dovere di provare ad offrire un luogo di ricomposizione. Sfidare noi stessi. Essere determinati. E sapere che da soli non bastiamo. Ma sapere che non è un generico “tutti insieme” che si trasformerà in risposta politica. Inizia un nuovo percorso. Andiamo avanti con coraggio e speranza».

Dopo il congresso Udc

La linea e’ chiara, si vada avanti

06/03/2014

"Il congresso dell’Udc ha eletto un segretario e scelto una linea. Ha eletto Cesa e scelto la linea di una ricomposizione dell’area popolare in alternativa al Pd, ma senza alcun cedimento a Berlusconi ed al berlusconismo. Non esistono i tempi supplementari per riscrivere la linea politica". Lo dichiara il deputato dell’Udc, Giuseppe De Mita, vicepresiden te vicario del gruppo "Per l’ Italia" alla Camera.

"Ora - conclude De Mita - si tratta di muoversi e di non ripetere l’errore degli ultimi mesi di dire una cosa e farne un’altra. Errore che è stato all’origine della crisi di credibilità dell’Udc e del limbo nel quale era finito"

Sulla legge elettorale/1

Una riforma inadeguata

12/03/2014

«O si interviene al Senato per introdurre una formula che risolva le questioni ancora aperte o non ci sarà nessun patto in grado di dare una risposta credibile e duratura ai problemi del Paese». Lo dichiara Giuseppe De Mita, deputato dell’Udc vicepresidente vicario del gruppo “Per l’Italia” alla Camera.
«Quando Moro – continua De Mita - percepì la crisi del sistema politico istituzionale alla fine degli anni ’70, teorizzò e cercò di lavorare perché la Dc andasse all’opposizione, ritenendo che il recupero del rapporto di rappresentanza, e non la gestione del potere, fosse l’unico punto di ripresa possibile del rapporto tra politica ed aspettative della pubblica opinione . Oggi, dinanzi alla stessa crisi, aggravata e non risolta, si ipotizza una formula elettorale che cancella la rappresentanza e crea un artificio finalizzato solo a garantire la gestione del potere».
«E’ in questa differenza, radicale e profonda, che risiedono tutti i limiti della riforma votata – conclude l’onorevole De Mita - Piuttosto che affrontare la crisi della rappresentanza, si immagina di cancellarla con un espediente. La nostra preoccupazione è che la storia è implacabile e i problemi non risolti riemergeranno nel tempo in maniera ancora più violenta».

Sulla legge elettorale/2

Un dibattito mortificante

06/03/2014

"Il dibattito in corso sulla legge elettorale lascia emergere la sensazione che non si stia lavorando, pur nel rapporto tra maggioranza e opposizione, alla migliore legge possibile, ma ci stia limitando a dare esecuzione ad un accordo extraparlamentare. Ogni ragionevole osservazione sulla introduzione delle preferenze, di una soglia unica, della possibilità di un vero doppio turno viene platealmente ignorata". Lo dichiara l’onorevole Giuseppe De Mita, deputato dell’Udc vicepresidente vicario del gruppo "Per l’Italia".

"I limiti della legge in discussione - continua De Mita - sono evidenti. E vanno denunciati. Dietro il pretesto del ricatto dei piccoli partiti si sta dando vita ad una legge che consente ad una minoranza nel Paese di essere maggioranza parlamentare, senza dover tenere conto della pluralita’ di posizioni presenti. Cosi si rischia di amplificare la crisi e allo stesso tempo di cancellarla".

"Abbiamo il dovere - conclude l’onorevole De Mita - di denunciare queste cose e sollecitare la riflessione. Senza questa premessa ogni ragionamento sulla ristrutturazione dell’area popolare si riduce ad una resa incondizionata. Noi faremo questa battaglia fino in fondo anche al Senato: si puo’ affrontare la circostanza di essere un piccolo partito, senza dover diventare necessariamente un partito piccolo".

Sull’Elettrodotto del Goleto

L’interrogazione al Ministro Galletti

13/03/2014

Ieri pomeriggio l’onorevole Giuseppe De Mita, nell’ambito del Question Time alla Camera, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti sull’elettrodotto che interessa numerosi Comuni dell’Alta Irpinia.
Di seguito l’articolo di resoconto apparso sull’edizione odierna de "Il Mattino".

Il caso dell’elettrodotto del Goleto arriva in Parlamento. La linea elettrica di nuova realizzazione, infatti, è stata oggetto di un’interrogazione a risposta immediata presentata ieri pomeriggio, nel corso del Question Time alla Camera dei Deputati, dall’onorevole Giuseppe De Mita, deputato Udc e vicepresidente vicario del gruppo “Per l’Italia”. L’interrogazione è stata presentata al Ministro per l’Ambiente, Gian Luca Galletti.
Nel corso dell’illustrazione del quesito, l’onorevole De Mita ha fatto riferimento all’iter autorizzativo relativo all’impianto, con particolare accenno ai dubbi sollevati rispetto all’alta sismicità del territorio nel quale l’opera va ad inserirsi, richiamandosi ai rilievi che ha fatto emergere in particolare il professor Ciocchini che si è soffermato proprio sugli aspetti di inquadramento geologico dell’impianto. L’elettrodotto, infatti, coinvolge i territori di Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Teora Conza della Campania e Castelnuovo di Conza, praticamente un pezzo significativo del cratere.
Ma De Mita nell’interrogare il ministro Galletti ha anche fatto riferimento alle modalità di realizzazione dell’opera – per la quale le amministrazioni comunali e i comitati nati ad hoc hanno proposto l’interramento – nell’ottica di prevedere un’adeguata tutela del paesaggio e di quei valori di difesa ambientale costituzionalmente garantiti, che rivestono un rilievo anche dal punto di vista economico e di crescita del territorio.
La risposta del ministro all’ambiente ha inteso rassicurare l’onorevole De Mita che si è fatto portavoce della preoccupazione espressa in più sedi dalle comunità interessate dall’opera. Galletti, infatti, nel ripercorrere l’iter di autorizzazione per la realizzazione dell’impianto, ha garantito come la Regione Campania, che ha la titolarità della competenza in materia, farà rispettare tutte le prescrizioni a base dell’iter autorizzativo per la tutela ambientale del territorio.
Nella replica al ministro, il deputato dell’Udc ha chiesto al responsabile del dicastero un impegno in più a monitorare la realizzazione dell’impianto in questione: «Il senso dell’interrogazione – ha dichiarato De Mita nell’aula della Camera - non faceva solo riferimento alle questioni di ordine formale. La preoccupazione è che la procedura autorizzativa e le prescrizioni assegnate dalla Regione Campania non tengano conto di un complesso di questioni che vanno al di là dei soli fatti formali. Quella coinvolta dalla realizzazione dell’elettrodotto, infatti, è un’area in cui il paesaggio è propriamente un’infrastruttura del territorio. La questione non è certo di resistenza nei confronti della modernità, ma si è animati dallo spirito di utilizzare il paesaggio come un’infrastruttura anche tenendo conto di una valenza economica dello stesso funzionale alla crescita del territorio». Da qui la decisione di interrogare proprio il ministro all’Ambiente sul tema specifico: «La preoccupazione – ha continuato De Mita - è che le modalità realizzative possano compromettere alcuni beni paesaggistici e architettonici rilevanti. Da qui le faccio una sollecitazione affinché si possa sovraintendere, anche al di là delle competenze formali, rispetto a questi aspetti che ho evidenziato, proprio perché si possa dare una chiave di lettura diversa della tutela ambientale».

Aggregare i moderati

Verso le Europee

16/03/2014

"Cambiare l’Europa per cambiare l’Italia esige una visione culturale difficilmente sintetizzabile in una slide. E oltre l’esigenza del cambiamento occorre un pensiero per il cambiamento. In questa direzione vanno la dichiarazione congiunta di Cesa e Mauro e la risposta di Cicchitto, che segnano un passo avanti di grande rilievo". Lo afferma Giuseppe De Mita, deputato dell’Udc, vicepresidente vicario del gruppo ’Per l’Italia’ alla Camera. "Il ritmo impresso alle ultime vicende politiche -conclude De Mita- impone anche a noi, popolari, liberali e riformatori con passati diversi ma presenti oggi nella maggioranza di governo, di coniugare riflessione e fatti politici con una prontezza che ci sintonizzi rapidamente con l’ansia di un tempo nuovo che un’opinione pubblica disorientata ma attenta ci chiede con forza".

La vicenda Isochimica

Vertice in Comune

17/03/2014

Abbiamo presentato come deputati irpini il disegno di legge per il riconoscimento del trattamento pensionistico per i lavoratori esposti all’amianto dopo esserci liberati dall’illusione di poter risolvere il problema con un provvedimento amministrativo e cioè con un decreto ministeriale che riconoscesse il diritto al pensionamento. La questione è, invece, legata alla circostanza di riconoscere un diritto specifico per il quale c’è l’esigenza di percorrere l’iter legislativo. Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, è venuto ad Avellino e si è assunto degli impegni relativi al riconoscimento del trattamento pensionistico per i lavoratori dell’ex Isochimica. Come parlamentari irpini avevamo pensato che il presidente della Commissione avrebbe provveduto a calendarizzare quanto prima la proposta di legge. Ma così non è stato. Adesso, siamo pronti a dare vita ad un’azione determinata attraverso la maggior parte dei gruppi presenti in Commissione Lavoro affinché il presidente Damiano ci spieghi le ragioni della mancata calendarizzazione”. Lo ha dichiarato Giuseppe De Mita, deputato dell’Udc, che ha partecipato questa mattina all’incontro promosso dal sindaco di Avellino, Paolo Foti, per affrontare la questione dei lavoratori dell’ex Isochimica.
“L’alternativa – ha continuato De Mita - potrebbe essere percorrere la strada di un decreto legge del Governo, ma anche in questo caso l’iter sarebbe lo stesso con la necessità del passaggio in Commissione Lavoro. Con la nostra proposta di legge abbiamo costruito una norma che riguarda tutti i lavoratori esposti all’amianto. Abbiamo fatto una valutazione sommaria del monte lavoratori coinvolti a livello nazionale e le coperture non mi sembrano essere un problema impeditivo. Non ci facciamo certo spaventare dalle accuse di demagogia che pure ci sono state mosse. Ma se l’esame del testo non ha avuto una prosecuzione, questo è un fatto e chi aveva la responsabilità di calendarizzarlo non l’ha fatto. Noi comunque non ci fermiamo.”
“Il punto - ha così concluso l’onorevole De Mita - resta risolvere il problema. Proprio per questo abbiamo sollecitato i capigruppo in Commissione di quei gruppi che ci stanno su questa linea, perché non tutti sono su questa posizione, per chiedere al presidente della Commissione Lavoro di assumersi la responsabilità politica e di spiegare le ragioni della mancata calendarizzazione. Alla fine, come extrema ratio, abbiamo gli strumenti tramite la presidenza della Camera per chiedere che la discussione del disegno di legge venga portata direttamente in Aula, evitando il passaggio in Commissione”.

Verso le Europee

Alternativi al Pd e a Forza Italia

07/03/2014

Intervista di Giuseppe De Mita al quotidiano online Formiche.net

L’Udc persegua la linea uscita dal Congresso, bene la lista comune alle Europee con Popolari e liberaldemocratici. Giuseppe De Mita, deputato Udc, non ci sta a sentir parlare ancora di un possibile dialogo con Silvio Berlusconi, come suggerito dall’ex ministro Gianpiero D’Alia. E spiega a Formiche.net perché la strada da seguire è un’altra. “Il Congresso ha segnato un punto positivo che vorrei non si disperdesse, una nuova linea politica definita che va mantenuta: dare vita a un’esperienza che rimetta insieme tutta l’area che sia alternativa alla socialdemocrazia del Pd ma anche a Berlusconi e al berlusconismo”.

NO A FORZA ITALIA
Non sta in piedi, secondo De Mita, l’idea di allearsi con Forza Italia perché rappresenta il 20% degli elettori italiani: “Il fatto che FI abbia tanti voti è un segno del nostro limite, più che della loro forza. Le ultime vicende fanno emergere chiaramente che Berlusconi è incompatibile con la nostra strada. Non si può più dare l’idea di un piccolo partito che si posiziona da una parte all’altra a seconda della convenienza. Ora il nostro compito è dare rappresentanza a tutta quell’elettorato che nell’ultimo ventennio si è smarrito nel berlusconismo o disperso”.

SI’ A POPOLARI E CENTRO DEMOCRATICO
Il punto di partenza secondo De Mita sono le Europee, nel segno della proposta avanzata da Popolari e Centro Democratico: “Mi sembra un’ipotesi molto interessante fare una lista comune a tutte le forzeal governo tranne il Pd. Non per fare una somma algebrica ma per ricomporre l’area che fa riferimento al popolarismo”. Una strada che non si ferma all’europarlamento ma prevede, ricorda De Mita, la verifica entro un anno del percorso intrapreso e l’eventualità di confluire in un nuovo soggetto politico. “Tutte le scelte di premessa sono state prese. Ora bisogna attuarle”.

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